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Dr.ssa Luana Danti

Ostetrico Ginecologo

Il mio curriculum in breve:

Laurea in Lettere moderne nel 1970.

Insegnante di ruolo di Italiano e storia presso l’istituto per ragionieri G.C. Abba di Brescia dal 1970 al 1982.

Laurea in medicina e chirurgia nel 1982.

Specialista in Patologia della riproduzione umana nel 1985.

Dal 1987 medico assistente presso :

Azienda Ospedaliera “SPEDALI CIVILI DI BRESCIA”  Reparto di Ostetricia e Ginecologia In posizione funzionale di aiuto corresponsabile.    

Dal 2008 Coordinatore responsabile medici Puerperio.  

Dal 2000 responsabile dell’ambulatorio per la prevenzione del parto pretermine.

Dal 26-6-2015 in trattamento di quiescenza.

L’ambito che prediligo all’interno della vasta disciplina di cui mi occupo è sicuramente la gravidanza (fisiologia e patologia ostetrica, ecografie). Sono esperta in tutte le patologie della gravidanza e in particolare del parto pretermine. Sono esperta di cardiotocografia (test per la valutazione del benessere fetale); la mia competenza è riconosciuta a livello nazionale e da molti anni mi dedico alla formazione di base in questo ambito. Tengo corsi specifici di cardiotocografia  in tutta Italia presso le Aziende che mi  richiedono una formazione comune di tutta l’equipe della sala parto. Ho pubblicato su questo argomento un testo nel 2010 e un altro quest’anno.

Collaborazioni interdisciplinari: osteopatia, dietologia.

Mi occupo in special modo di visite e valutazioni ostetriche, visite e valutazioni ginecologiche, visite ginecologiche di controllo, ecografie ginecologiche, ecografie ostetriche del I trimestre, ecografie ostetrica del II trimestre, ecografie ostetriche del III trimestre, inserzione dispositivi contraccettivi e PAP-test.

 

Visita e valutazione ostetrica

Durante la visita ostetrica viene raccolta l’anamnesi della paziente, viene effettuata la visita ginecologica e vengono prescritte le eventuali terapie, gli accertamenti ematochimici e strumentali per seguire la gravidanza in tutta la sua complessità.

Ne possono usufruire tutte le donne in gravidanza.

La visita comprende anche l’utilizzo dell’ecografia transvaginale di supporto (office) per l'eventuale valutazione della cervice e per la localizzazione della placenta, o transaddominale per controllare il benessere del bambino (numero di feti, battito cardiaco fetale, valutazione del liquido amniotico, presentazione e localizzazione della placenta).

La valutazione va effettuata in gravidanza per accertarne la corretta evoluzione e la eventuale presenza di patologie materne o fetali.

Durante la visita è possibile anche eseguire le ecografie di screening del 1°, 2° o 3° trimestre.

Dopo il parto è previsto un controllo a 40-60 giorni.

Per quanto riguarda le eventuali patologie della gravidanza (diabete, disturbi ipertensivi, patologie autoimmuni, infezioni in gravidanza, ritardo di crescita o anomalie fetali ecc), le pazienti saranno inviate agli ambulatori specialistici dedicati dell’ospedale di riferimento.

Visita e valutazione ginecologica

La visita ginecologica andrebbe eseguita ogni anno da tutte le donne.

Il controllo comprende la raccolta dell’anamnesi, la storia clinica, eventuali segni/sintomi della paziente e la visita ginecologica.

Viene inoltre utilizzata l’ecografia transvaginale o transaddominale di supporto (office) per valutare l’utero e le ovaie.

Durante la visita può essere eseguito il prelievo di materiale cellulare dal collo dell’utero per l’esecuzione del PAP-test.

Al termine, se necessari verranno prescritti gli accertamenti e le terapie correlate alle patologie identificate.

Patologie: disturbi endocrinologici,  menopausa, contraccezione, miomi uterini, endometriosi, tumori ginecologici, pap-test anomalo, ecc.

Visita ginecologica di controllo

Per visita ginecologica di controllo si intende una visita a distanza ravvicinata dalla precedente (entro 6 mesi) eseguita per prendere visione degli accertamenti prescritti durante il precedente controllo, per introdurre o modificare una terapia o per seguire longitudinalmente eventuali patologie evolutive.

Comprende la raccolta della storia clinica e gli eventuali segni o sintomi riferiti dalla paziente, la visione degli esami/accertamenti prescritti e la nuova visita/ecografia ginecologica.

Patologie: disturbi endocrinologici,  menopausa, contraccezione, miomi uterini, endometriosi, tumori ginecologici, pap-test anomalo, ecc.

Ecografia ginecologica

Si tratta di un esame non invasivo dell’apparato genitale femminile interno che permette la valutazione di utero ed annessi.

Può essere eseguita per via transvaginale (dopo svuotamento della vescica, introducendo una sonda all’interno della vagina, coperta da un guanto o un involucro apposito monouso) oppure  per via trans-addominale ( dopo adeguato riempimento vescicale), appoggiando la sonda sull’addome, soprattutto in presenza di condizioni particolari, per es in paziente virgo o in pazienti con voluminose tumescenze addomino-pelviche.

L’esame ecografico ginecologico, ed in particolare quello per via trans-vaginale, può essere eseguito in ogni momento del ciclo mestruale o in menopausa; a volte è opportuno effettuarlo in un particolare periodo del ciclo; è un esame del tutto indolore e privo di effetti collaterali.

L’indicazione all’esecuzione dell’ecografia ginecologica viene posta dal medico, in presenza di particolari condizioni cliniche.

Patologie: disturbi endocrinologici, menopausa, contraccezione, miomi uterini, endometriosi, tumori ginecologici, pap-test anomalo, ecc.

Ecografia ostetrica del I° trimestre

L’ecografia ostetrica nel I trimestre è un esame non invasivo che può essere eseguito per via transvaginale (attraverso l’inserimento in vagina di una sonda coperta da un involucro monouso) o transaddominale.

Indicazioni all’esecuzione dell’esame: perdite di sangue vaginali e/o dolore pelvico, datazione della gravidanza, richiesta di diagnosi prenatale invasiva, ma anche gravidanza a basso rischio in assenza di indicazioni specifiche.

Il ginecologo dopo aver posizionato la sonda in vagina procede alla visualizzazione dell’impianto della camera ovulare/sacco gestazionale, alla visualizzazione della presenza dell’embrione/feto e della sua attività cardiaca. Con tale esame può essere effettuata la datazione della gravidanza, la sua regolare localizzazione ed evoluzione, o la presenza di aborto interno, la diagnosi di gravidanza gemellare con la determinazione della sua corionicità, e la ricerca di eventuali anomalie uterine e/o annessiali. In presenza di quadri ecografici sospetti potrebbe essere necessario programmare un’ulteriore ecografia a breve distanza ed eventualmente altri accertamenti.

Ecografia ostetrica II trimestre 

L’ecografia del 2° trimestre è un esame non invasivo che viene eseguito per via transaddominale (il ginecologo, dopo aver applicato una piccola quantità di gel, effettua l’esame appoggiando una sonda sull’addome).

L’esame dev’essere effettuato fra 19 e 21 settimane compiute di età gestazionale. Gli scopi per il quale tale accertamento viene proposto ed effettuato sono il controllo della vitalità, dell’anatomia e dello sviluppo del feto. L’esame consente inoltre la valutazione della quantità di liquido amniotico e della localizzazione placentare.

A volte l’esame non può essere effettuato in modo esaustivo a causa di una posizione fetale persistentemente sfavorevole o della cattiva visualizzazione di alcuni organi. In questi casi è necessario ripetere l’ecografia dopo qualche ora o giorno per completare lo studio anatomico del feto. L’esperienza finora acquisita suggerisce che l’esame ecografico effettuato per lo screening delle anomalie fetali tra 19 e 21 settimane consente di identificare dal 20 al 50% delle malformazioni più rilevanti.

Ecografia ostetrica III trimestre

L’ecografia del 3° trimestre è un esame non invasivo che viene eseguito per via transaddominale (il ginecologo, dopo aver applicato una piccola quantità di gel, effettua l’esame appoggiando una sonda sull’addome).

Gli scopi per il quale tale accertamento viene proposto ed effettuato sono la valutazione della corretta crescita fetale, della quantità di liquido amniotico e della localizzazione placentare.

Nel secondo e terzo trimestre si effettuano misurazioni di alcune parti del feto, ed i valori di tali misure vengono confrontati con quelli delle curve di riferimento per valutare se corrispondono a quelle attese per l’epoca di gravidanza.  Il riconoscimento delle malformazioni non è un obiettivo specifico dell’ecografia del terzo trimestre, perché lo sviluppo del feto raggiunto nel corso dell’ultimo trimestre generalmente non consente un completo studio della sua anatomia.

Translucenza nucale

La translucenza nucale è un’ecografia ostetrica eseguita nel I° trimestre di gravidanza.

La valutazione della translucenza nucale (cioè dello spessore della nuca del feto) è effettuabile fra 11 e 13 settimane di età gestazionale: a questo proposito si ricorda che tale accertamento  può essere effettuato solo da parte di operatori che abbiano ricevuto un adeguato training teorico e pratico, e siano sottoposti a controlli periodici di qualità.

Inserzione dispositivo contraccettivo intrauterino

IUD (Intra Uterine Device) o spirale è un dispositivo contraccettivo intrauterino.

Prima dell’inserzione è previsto un ampio colloquio sulle diverse tipologie esistenti di spirali e altri metodi contraccettivi onde decidere quale sia la scelta migliore per la donna.

Viene quindi raccolta l’anamnesi della paziente. Si procede poi a visita ginecologica con posizionamento di speculum. Dopo aver visualizzato il collo dell’utero, si procede, previa disinfezione dei genitali interni, ad inserimento del dispositivo contraccettivo secondo tecnica tipica. La procedura può provocare un lieve fastidio nella paziente e dolori pelvici simili ai dolori mestruali che possono durare al massimo per qualche ora.

Al termine della procedura, viene eseguito un controllo ecografico per valutare il corretto posizionamento della spirale.

E’ previsto anche un controllo a distanza del corretto posizionamento della spirale dopo la prima mestruazione dall’inserzione.

PAP-test

Il PAP-test può essere eseguito durante la visita ginecologica.

Consiste, dopo posizionamento di speculum, nel prelievo tramite spatola e spazzolino (cytobrush) di cellule del collo dell’utero. Il prelievo viene strisciato su un vetrino, fissato con l’apposito spray e inviato in laboratorio per l’analisi citologica (analisi della morfologia  cellulare).

Il PAP-test è un esame di semplice esecuzione, non doloroso, ma molto importante per la prevenzione  del tumore del collo dell’utero.

Patologia: tumore del collo dell’utero.

 

PATOLOGIE TRATTATE

Contraccezione

La contraccezione comprende un insieme di strumenti e metodi che prevengono l’instaurarsi di gravidanze non programmate.

La scelta contraccettiva consapevole di una donna è molto importante nel corso della sua vita fertile.

Esiste un’ampia gamma di strumenti e farmaci che abbiamo a disposizione a scopo contraccettivo: le pillole, i cerotti o l’anello a contenuto ormonale estro-progestinico, i metodi di barriera (diaframma, preservativo), dispositivi intrauterini (spirali medicate o non medicate), dispositivi  ormonali progestinici impiantabili sottocute, sterilizzazione chirurgica.

Ogni donna ha esigenze estremamente diverse e pertanto la scelta del metodo contraccettivo va discussa e condivisa fra il  ginecologo e la paziente.

Menopausa

La definizione di menopausa è l’assenza dei cili mestruali da almeno 12 mesi, dopo aver escluso altre cause. Con la menopausa termina l’attività delle ovaie e ciò può portare segni e sintomi del tutto nuovi per la donna, che possono influire sulla sua qualità di vita sociale e familiare.

La media mondiale dell’età in cui una donna si affaccia alla menopausa varia tra i 45 e i 50 anni, con un’ampia variabilità interindividuale.

I sintomi più comuni sono la presenza di vampate di calore, la depressione e i disturbi del sonno. La donna può anche sperimentare perdite di massa ossea, diminuzione del desiderio sessuale, alterazioni a livello dell’apparato urinario e cutaneo.

Se questi sintomi interferiscono con il normale svolgimento delle attività della donna, si può prendere in considerazione, con l’ausilio del ginecologo, la possibilità di intraprendere terapie mirate o terapie sostitutive ormonali.

Miomi uterini

Il mioma (o fibroma uterino) è il tumore benigno del tratto genitale femminile di più frequente riscontro in età fertile. Esso origina dal tessuto muscolare dell’utero.

I miomi possono essere singoli o multipli, possono localizzarsi in diverse zone dell’utero e possono avere qualsiasi dimensione (da pochi millimetri a diversi centimetri).

In genere non danno sintomi alla paziente, che ne scopre la presenza solo durante una visita ginecologica di routine. In altri casi possono dare sintomi molto diversi tra loro (mestruazioni abbondanti e dolorose, anemia, dolori pelvici, senso di gonfiore addominale, difficoltà urinarie o all’evacuazione).

Le cause dell’insorgenza dei miomi non sono ancora state chiarite.

Le terapie variano in base alla posizione del mioma, ai sintomi ad esso legati ed alle dimensioni. La terapia può essere medica o riochiedere una rimozione chirurgica conservativa (rimozione dei miomi) o demolitiva (rimozione dell’utero).

Cisti ovariche

Le cisti ovariche sono di comune riscontro nella pratica clinica ginecologica e possono riguardare qualsiasi fascia d'età. Sono formazioni di natura funzionale o organica a carico dell’ovaio, che aumentano il  volume dell’organo.

 Le donne portatrici possono non manifestare alcun sintomo o segno, oppure possono richiedere una visita ginecologica per insorgenza di dolore addomino-pelvico, irregolarità mestruale, aumento della circonferenza addominale fino alla difficoltà dell’alvo e della  minzione.

Le caratteristiche della cisti, la sintomatologia, l'età della paziente e la parità determineranno il corretto iter terapeutico: attesa e rivalutazione clinico-ecografica versus terapia chirurgia immediata.

Endometriosi

L’endometriosi è una condizione patologica che si caratterizza per la presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. Interessa le donne in età riproduttiva, con un picco di incidenza tra i 30 e 40 anni. Le sedi più colpite sono le ovaie, le salpingi, i legamenti uterini, il setto retto-vaginale, il peritoneo pelvico, gli ureteri e la vescica.

I sintomi più frequenti sono dolori pelvici intermestruali o durante il ciclo mestruale (dismenorrea), dolori ai rapporti (dispareunia), infertilità  e, in caso di interessamento intestinale e vescicale, ematuria, disuria e rettorragia.

Le varie opzioni terapeutiche dipendono dal grado di severità della malattia, dall’età della paziente e dalla presenza o meno di infertilità e sono rappresentate dalla terapia medica (solitamente una terapia estroprogestinica o solo progestinica), o dalla terapia chirurgica. 

 

 

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