«Reumatologia» non è (solo) sinonimo di «medicina dei reumatismi»

Questo termine di origine greca indica genericamente affezioni dolorose migranti dell’apparato locomotore, ovvero delle articolazioni. Sebbene la Reumatologia nasca dalla volontà di curare i reumatismi, nel tempo essa si è allargata a comprendere quelle malattie in cui il nostro sistema immunitario non è rivolto solo contro i patogeni del mondo esterno, ma anche contro il nostro stesso organismo.

Perché questa apparente “invasione di campo” da parte del Reumatologo?

Perché le articolazioni, per ragioni che ancora sfuggono ad una spiegazione esaustiva, sono un bersaglio prediletto della patologia autoimmune.

Molto spesso il Paziente si ritrova con esami “dell’autoimmunità” (fattore reumatoide, ANA, ENA etc.) positivi, ed è erroneamente portato a credere di avere automaticamente una malattia reumatologica autoimmune. Compito del Reumatologo è anche quello di fare chiarezza e ordine tra le innumerevoli e talvolta fuorvianti informazioni che il Paziente ha di sé, identificando per ciascuno il corretto iter diagnostico e terapeutico.

Il Reumatologo è quindi lo specialista che può connettere, trovare una spiegazione per il dolore, in particolare a livello articolare, e la patologia autoimmune sistemica, detta anche connettivite.

In qualità di Internista dell’apparato locomotore, anche la gestione della Paziente (più spesso che del Paziente) con osteoporosi ricade tra le competenze del Reumatologo.

Quando è corretto rivolgersi al Reumatologo?

Dalle malattie reumatologiche autoimmuni non si guarisce. Gli strumenti della medicina moderna, tuttavia, hanno permesso di raggiungere un livello di controllo tale sulla patologia per cui certi quadri disabilitanti si vedono quasi soltanto nelle pagine degli atlanti di Medicina. Indispensabili per il raggiungimento di tale obiettivo sono la diagnosi e l’avvio di una terapia mirata il più precoci possibili.

È quindi importante non tergiversare di fronte a

  • dolori articolari acuti ricorrenti
  • dolori articolari che durino da >6 settimane
  • segni infiammatori sistemici: febbre (escluse le principali cause infettive), linfadenopatie, astenia, malessere generale
  • peculiari sintomi e segni d’organo (ad es. eritemi, diarrea, dispnea) che si presentino in associazione ai suddetti.

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