Capillari, Varici, gambe pesanti tutte manifestazioni dell’insufficienza venosa
Il vero nome è “teleangectasie” ma i pazienti li chiamano “capillari” definendo le piccole vene rossastre o bluastre che si formano sulle cosce o sulle gambe creando un chiaro inestetismo.
Da un punto di vista anatomo patologico si tratta di una dilatazione abnorme di venule post-capillari dove il sangue ristagna invece di circolare correttamente. Quindi ciò che vediamo sulla cute non è il capillare ma il sangue che si accumula al suo interno.
Le teleangectasie rappresentano il primo stadio C1 della malattia venosa cronica.
Per eliminare le teleangectasie l’unico trattamento efficace e riconosciuto in tutto il mondo è la scleroterapia, in quanto la laserterapia riesce a garantire risultati accettabili solo per le teleangectasie del volto.
Non è possibile fare alcun trattamento se non si è prima fatta una diagnosi flebologica mediante l’esecuzione dell’ecocolordoppler.
Le varici sono l’espressione più classica dell’insufficienza venosa: le vene più superficiali si dilatano per una debolezza strutturale della parete venosa e le valvole al loro interno perdono la possibilità di funzionare in modo corretto. Questo provoca un reflusso venoso cioè una situazione nella quale il sangue, invece di scorrere in senso centripeto (verso il cuore), ritorna verso la periferia. Il reflusso si verifica soprattutto durante il movimento, durante gli sforzi o semplicemente quando si compie un atto respiratorio.
La condizione di reflusso venoso provoca quindi una situazione nella quale il ritorno venoso verso il cuore verrà a scontrarsi con un reflusso in senso contrario con conseguente rallentamento del flusso con lo sviluppo di ipertensione arteriosa.
In questa condizione di rallentamento si crea una condizione nella quale il sangue può andare incontro ad un maggior rischio di trombosi.
Infatti la trombosi può verificarsi in 3 situazioni:
- diminuzione della velocità del sangue
- difetti della coagulazione
- alterazione della parete venosa
Il primo e il terzo fattore sono sicuramente presenti nei pazienti con varici e questo spiega la maggiore frequenza di trombosi in questi pazienti.
Come studiamo il circolo venoso?
L’ecocolordoppler è lo strumento che ha permesso una diagnostica accurata e non invasiva dell’insufficienza venosa. Mediante questa tecnica (in sostanza si tratta di un’ecografia) è oggi possibile studiare con accuratezza la morfologia delle vene e come il sangue scorre al loro interno. La precisione di tali strumenti è tale che è possibile studiare vene più piccole di un millimetro.
Perchè è importante trattare le varici?
Il trattamento delle varici (anche in assenza di sintomi) risulta quindi molto importante nella prevenzione delle complicanze trombotiche e oggi può essere eseguito senza ricorrere all’intervento chirurgico nella quasi totalità dei casi.
Altre complicanza sono l’ulcera e l’emorragia.
Terapia
La schiuma ha assunto un ruolo alternativo allo stripping, rappresenta secondo le linee guida in vigore, la prima scelta terapeutica in alternativa alle metodiche endovascolari termiche, relegando la chirurgia a un ruolo marginale.
La schiuma presenta dei vantaggi rispetto alla formula liquida: sposta la colonna ematica all’interno del vaso determinando un maggior contatto con l’endotelio ed e’ ecovisibile. Si tratta di una metodicafacilmente ripetibile, che non necessita di alcuna anestesia e che non incide minimamente sull’attività lavorativa, sociale e famigliare dei pazienti.