La dott.ssa Pasinetti ci ricorda che il mese di Settembre concentra tre ricorrenze dedicate alla salute della donna e della coppia: la Giornata Mondiale della Salute Sessuale e Riproduttiva (4 settembre), la Giornata Mondiale dei Tumori Ginecologici (20 settembre) e la Giornata Internazionale della Contraccezione (26 settembre). Il 18 ottobre segue la Giornata Mondiale della Menopausa.

Quattro temi diversi, un punto in comune: sono tutti ambiti in cui la prevenzione funziona bene, ma solo se si sa quali controlli fare e quando farli.

Questa pagina raccoglie i punti essenziali.


Infezioni sessualmente trasmissibili: perché i casi stanno tornando ad aumentare

Dopo decenni di calo, l’incidenza di diverse infezioni sessualmente trasmissibili è oggi in risalita, in Italia come in Europa. Il cambiamento delle abitudini sessuali e il calo dell’attenzione alla protezione sono tra le cause più citate.

Non si tratta solo di HIV. Oggi sono molto diffuse anche le infezioni da HPV, clamidia, herpes genitale ed epatite B, insieme al ritorno di sifilide e gonorrea.

Il problema principale è che molte di queste infezioni non danno sintomi, in particolare nella donna. Vengono diagnosticate tardi e trasmesse inconsapevolmente. La clamidia, per esempio, decorre spesso in silenzio ma può causare infiammazione pelvica con conseguenze sulla fertilità.

Come si riduce il rischio

  • preservativo con partner non testati — riduce ma non azzera il rischio per le infezioni trasmesse anche per contatto cutaneo (HPV, herpes)
  • vaccinazioni disponibili: HPV ed epatite B
  • test periodici al cambio di partner o in presenza di sintomi
  • coinvolgimento del partner in diagnosi e trattamento, per evitare la reinfezione

La maggior parte di queste infezioni è trattabile, e quelle croniche sono oggi gestibili con terapie efficaci. L’assenza di sintomi non esclude la presenza dell’infezione: è il motivo per cui i test contano più della percezione di stare bene.


Tumori ginecologici: cosa si previene e cosa si individua presto

I tre principali tumori ginecologici richiedono approcci di prevenzione completamente diversi.

Collo dell’utero — il più prevenibile

È causato nella grande maggioranza dei casi da un’infezione persistente da Papillomavirus umano (HPV). È l’unico tumore ginecologico per cui esistono contemporaneamente una vaccinazione e uno screening di popolazione.

Screening gratuito in Lombardia (donne 25–64 anni, su invito ATS):

Fascia d’età

Test

Frequenza

25–29 anni

Pap test

ogni 3 anni

30–64 anni

HPV-DNA test

ogni 5 anni

Le donne che hanno completato il ciclo vaccinale anti-HPV entro i 15 anni ricevono il primo invito a 30 anni con HPV test.

Vaccinazione anti-HPV: offerta gratuitamente all’11° anno di età; in Lombardia la gratuità è estesa fino ai 18 anni per i maschi e ai 25 per le femmine. È possibile vaccinarsi anche successivamente.

Vaccinata non significa esente dai controlli: il vaccino copre i genotipi più frequentemente associati al tumore, non tutti.

Corpo dell’utero — c’è un segnale precoce

I tumori del corpo dell’utero, a differenza di quello dell’ovaio, danno spesso segnali riconoscibili:

  • irregolarità del ciclo mestruale
  • flussi particolarmente abbondanti
  • sanguinamenti tra un ciclo e l’altro
  • perdite di sangue dopo la menopausa — a quell’età non sono mai fisiologiche
  • dolore addominale o pelvico persistente

Nella maggior parte dei casi questi sintomi hanno cause benigne. Ma sono anche l’unica finestra di diagnosi precoce disponibile, perché non esiste uno screening di popolazione: per questo non vanno rimandati.

Fattori che aumentano il rischio: sovrappeso e obesità, diabete, menopausa tardiva, alcune terapie ormonali, familiarità.

Ovaio — il più silenzioso

Si sviluppa a lungo senza sintomi specifici, e quelli iniziali (gonfiore addominale, senso di sazietà precoce, disturbi urinari) vengono facilmente attribuiti ad altro. Non esiste uno screening validato per la popolazione generale.

Diventano quindi rilevanti la familiarità per tumore dell’ovaio o della mammella — che può indicare l’opportunità di una consulenza genetica — e la valutazione clinica ed ecografica in presenza di sintomi persistenti.

Una consulenza ginecologica serve a identificare le situazioni predisponenti e i casi che meritano approfondimento, indicando gli esami appropriati al singolo caso.


Contraccezione: non solo per evitare una gravidanza

In Italia i metodi contraccettivi restano meno utilizzati che nella media dei Paesi europei. È un dato che pesa sulle gravidanze non programmate, ma non solo: significa anche che molte donne non accedono a benefici che vanno oltre la contraccezione.

I preparati contraccettivi hanno infatti indicazioni terapeutiche riconosciute per:

  • acne
  • irsutismo
  • dolore mestruale
  • alterazioni e irregolarità del ciclo
  • flussi particolarmente abbondanti
  • sindromi disfunzionali

Gli studi disponibili associano inoltre l’uso prolungato di contraccettivi orali combinati a una minore incidenza di tumore dell’ovaio e dell’endometrio. Per il tumore del colon-retto alcuni studi osservazionali suggeriscono un’associazione favorevole, ma le evidenze sono meno solide.

Come ogni terapia, i contraccettivi ormonali hanno anche controindicazioni ed effetti indesiderati possibili: la valutazione è sempre individuale.

“Una mia amica si è trovata male”

È l’obiezione più frequente, e merita una risposta precisa. Le formulazioni disponibili sono numerose e differiscono per tipo e dosaggio di ormoni: quella non tollerata da una persona può essere adeguata per un’altra. Esistono inoltre alternative non orali — anello, cerotto, dispositivi intrauterini, impianto sottocutaneo.

La scelta si costruisce in consulenza partendo da anamnesi, esigenze e stile di vita, e si può correggere se qualcosa non funziona. Per questo il confronto aperto con la ginecologa conta più della formulazione in sé.


Menopausa: non va accettata passivamente

Il 18 ottobre è la Giornata Mondiale della Menopausa.

La menopausa non è una malattia, ma una fase fisiologica che può comportare disturbi concreti: vampate, disturbi del sonno, secchezza vaginale e dolore durante i rapporti, alterazioni dell’umore, sintomi urinari. Sul medio periodo aumentano inoltre il rischio osteoporotico e quello cardiovascolare.

Molte donne li affrontano senza chiedere nulla, nella convinzione che sia inevitabile. Non lo è: esistono opzioni con efficacia documentata, dalla terapia ormonale sostitutiva nelle candidate idonee ai trattamenti locali, agli interventi sullo stile di vita, alla riabilitazione del pavimento pelvico.

L’indicazione, i benefici e i rischi vanno valutati caso per caso in una consulenza dedicata. Il punto è che una valutazione è possibile — e che convivere con i sintomi non è l’unica opzione.


La visita ginecologica

La visita comprende in genere:

  • colloquio e anamnesi (ciclo, contraccezione, familiarità, sintomi)
  • esame obiettivo ginecologico
  • prelievo per Pap test o HPV test, quando indicato dall’età e dallo storico
  • ecografia pelvica o transvaginale, quando indicata
  • eventuali accertamenti mirati di approfondimento
  • indicazioni personalizzate sui controlli successivi

Ogni quanto? In assenza di sintomi e fattori di rischio, un controllo annuale è la frequenza generalmente indicata. La cadenza viene poi personalizzata in base all’età, alla storia clinica e agli esiti precedenti.


Domande frequenti

Ogni quanto devo fare una visita ginecologica di controllo? In assenza di sintomi e fattori di rischio, un controllo annuale è la frequenza generalmente indicata. La cadenza viene poi personalizzata in base all’età, alla storia clinica e agli esiti degli esami precedenti.

Pap test e HPV test sono la stessa cosa? No. Il Pap test analizza le cellule del collo dell’utero alla ricerca di alterazioni già presenti. L’HPV test cerca il DNA dei ceppi virali ad alto rischio, quindi individua la condizione che può precedere quelle alterazioni. Il prelievo è identico; cambia l’analisi in laboratorio. In Lombardia il Pap test è il test di riferimento tra i 25 e i 29 anni, l’HPV test dai 30 ai 64.

Sono vaccinata contro l’HPV: devo comunque fare i controlli? Sì. Il vaccino protegge dai genotipi HPV più frequentemente associati al tumore della cervice, non da tutti. Le donne vaccinate entro i 15 anni entrano nel programma di screening a 30 anni con HPV test.

I contraccettivi servono solo a evitare una gravidanza? No. Hanno indicazioni terapeutiche riconosciute per acne, irsutismo, dolore mestruale, irregolarità del ciclo e flussi abbondanti. L’uso prolungato di contraccettivi orali combinati è inoltre associato a una minore incidenza di tumore dell’ovaio e dell’endometrio. Come ogni terapia presentano controindicazioni ed effetti indesiderati possibili, da valutare caso per caso.

Ho perdite di sangue dopo la menopausa: è preoccupante? Dopo la menopausa qualsiasi perdita ematica va sempre valutata da un ginecologo, anche se minima e isolata. Nella maggior parte dei casi la causa non è tumorale, ma è uno dei pochi segnali precoci dei tumori del corpo dell’utero e per questo non va rimandato.

Come si prevengono le infezioni sessualmente trasmissibili? Con l’uso del preservativo, le vaccinazioni disponibili (HPV ed epatite B), test periodici al cambio di partner o in presenza di sintomi, e il coinvolgimento del partner in diagnosi e trattamento. Molte di queste infezioni sono asintomatiche, quindi l’assenza di disturbi non esclude la loro presenza.

I disturbi della menopausa si possono trattare? Sì. Esistono opzioni con efficacia documentata: terapia ormonale sostitutiva nelle donne con indicazione, trattamenti locali per i sintomi vaginali e urinari, interventi sullo stile di vita e riabilitazione del pavimento pelvico. Benefici e rischi vanno valutati individualmente in una consulenza dedicata.

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