L’approccio osteopatico per la mamma in attesa ha due scopi:

1 – correggere la postura della donna in modo da evitare dolori articolari(come dorsalgie, lombalgie o sciatalgie,…) durante i 9 mesi dato che il baricentro, spostandosi in avanti, obbliga le articolazioni a cambiare posizione e a dare dolori nel caso ci siano rigidità che originano da traumi o posture viziate;

2 – preparare da un punto di vista osteo-tendineo l’elasticità del bacino e del tratto lombare, che in sinergia con il sistema muscolo-fasciale uterino devono favorire la fuoriuscita corretta del bambino: ne deriva un parto eutocico semplice e senza complicazioni e un modellamento cranico del neonato che evita plagiocefalie e torcicolli miogeni.

Un altro vantaggio importante che deriva dal trattamento osteopatico in gravidanza è il fatto che sistemare la “casa” che il neonato deve occupare significa rendere confortevole il luogo nel quale si deve posizionare. Questo evita parti podalici o facciali e agevola una presentazione fisiologica del bambino nel bacino della mamma per la corretta fuoriuscita dal canale del parto grazie alle contrazioni uterine.
La terapia è solo manipolativa e le tecniche non sono invasive né violente.
Il protocollo consiste, generalmente, in 2-3 sedute ravvicinate (cadenza settimanale o quindicinale) e in una seduta al mese per la durata dell’attesa con la possibilità di saltare il 6° se la paziente sta bene.

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